Translate

mercoledì 14 febbraio 2018

Il Mig di San Valentino

Semplice, spartano ed efficace. Con un fascino che lo ha fatto entrare nell’olimpo delle leggende dell’aviazione. Il nomignolo affettuoso dei suoi piloti, “Balalaika”, dallo strumento musicale a cui assomiglia la vista in pianta del velivolo, è molto più bello di quello affibbiato dalla codifica NATO. Per noi ha rappresentato per moltissimi anni la spina dorsale della difesa aerea dei paesi “nemici”, un avversario con cui confrontarsi. Eppure il Mig-21 ha sempre avuto un carisma notevole, un carattere unico, tanto da risultare simpatico, nonostante fosse dall’altra parte della barricata. Nel 1955, proprio il 14 Febbraio, effettuava il suo primo volo. Il successo fu subito notevole, tanto da affermarsi in oltre 35 nazioni ed essere il primo aereo sovietico del dopoguerra ad essere costruito, su licenza, in un paese non appartenente al blocco comunista: l’India. L’idea era di realizzare un velivolo bisonico, un caccia leggero, versatile e relativamente economico. Il progetto incontrò diverse difficoltà durante la realizzazione, soprattutto si dovette trovare un motore adatto ad erogare una spinta elevata, mantenendo un rapporto peso potenza favorevole. Anche sotto il profilo aerodinamico le soluzioni vagliate furono molteplici, fino a raggiungere quella finale con un ala a delta dotata di un angolazione di 57 gradi e una fusoliera snella, con la caratteristica forma della presa d’aria del motore, posta anteriormente rispetto all’abitacolo, che lo rende inconfondibile.

L’avionica al debutto era praticamente inesistente, ma negli anni ha subito continui aggiornamenti, nelle varie versioni, riuscendo a stare al passo con i tempi, e questo aereo in mano a piloti preparati, ha costituito una minaccia che nessuno ha mai potuto sottovalutare. Durante il periodo della guerra del Vietnam ha affrontato avversari come l’eccezionale F-4 Phantom, e se pure le perdite siano state elevate, si è dimostrato un osso duro in diverse occasioni, grazie alle doti di maneggevolezza che lo rendevano pericoloso nel combattimento manovrato. Oggi forse ci appare un po’ come un “nonnetto” rispetto ai super velivoli moderni a cui siamo abituati. Eppure se diciamo Mig, sono convinto che ci viene in mente per primo proprio il 21 e che se lo vediamo esposto in un museo od in qualche raduno aereo, non sapremo trattenerci dall’andare a vederlo più da vicino e magari...toccarlo affettuosamente. Una leggenda che ha parecchie cose da raccontare, un progetto valido e affidabile, una pietra miliare nella storia degli aerei da caccia a reazione.

Dati tecnici:
Lunghezza: 15,85 m
Apertura alare: 7 m
Altezza: 3,96 m
Superficie alare: 23 mq
Peso a vuoto: 5.842 kg
Peso max: 10.500 kg
Carburante: 2.350 kg
Velocità max: 1.175 kn - 2.170 km/h - Mach 2.0
Velocità max livello mare: 696 kn - 1.287 km/h